


3 date - 3 Laboratori
3 date - 3 Laboratori
Alessandro Comandini
Andrea Bernabini
Diego Salvador
Paola Musumeci
©2022 - Fag - Design by Monica Bisin

Rebirth
La rinascita non è un atto unico e spettacolare. Per molte donne è una sequenza di piccole rivoluzioni silenziose, che avvengono nel corpo, nella mente e nello sguardo.
Ogni fotografia in questa mostra è una tappa di quel viaggio — un viaggio che spesso inizia nel momento più oscuro, quando la forza sembra lontana e il respiro incerto.
Nella dissoluzione, la donna riconosce la perdita: di un amore, di un ruolo, di un’identità costruita per altri. È il terreno che si sgretola sotto i piedi.
Ma proprio lì, nelle crepe, si insinua il seme di una nuova vita.
Questa idea si ispira all'arte giapponese del kintsugi, che rifiuta l’idea di ritorno alla forma originaria, non ripara per cancellare il trauma, ma per accoglierlo e trasformarlo.
Il seme germoglia in gesti minimi: una mano che si rialza, uno sguardo allo specchio che smette di cercare approvazione, un passo oltre il limite imposto. È una metamorfosi che raramente è lineare. Si è farfalla e crisalide nello stesso istante. Quando l’emergenza di sé diventa inevitabile, la luce si fa spazio, non per cancellare le ombre ma per danzare con esse.
La rinascita non è il ritorno a ciò che si era, ma l’invenzione di qualcosa che non esisteva ancora.
Le immagini finali di questa mostra parlano di equilibrio, non come immobilità, ma come radicamento flessibile: la capacità di piegarsi senza spezzarsi. Un equilibrio che conosce il dolore e per questo sa custodire la gioia.
Questa esposizione è un tributo alle donne che hanno scelto, più e più volte, di rinascere. Alle donne che si sono viste cadere e hanno avuto il coraggio di guardare verso l’alto. A chi porta sul volto i segni del tempo come mappa di tutte le vite che ha vissuto.
Perché rinascere, per una donna, non è mai soltanto cominciare da capo. È portare con sé tutte le versioni precedenti di sé stessa e trasformarle in forza. È un atto politico, poetico, e profondamente umano.
CALL APERTA - scadenza massima 15 febbraio
Chi può partecipare
La CALL è aperta a tutte le donne fotografe amatoriali o professioniste che abbiamo una testimonianza da dare e che si sentano coinvolte emotivamente nel progetto. Ognuna a suo modo dovrà declinare il tema, considerando che la sua opera sarà strettamente connessa a quella delle altre.
Obiettivo
L’obiettivo della CALL è dare forma a un progetto visivo corale, composto da un massimo di 16 opere, concepite non come lavori autonomi ma come parti di un unico organismo narrativo.
Ogni fotografia sarà chiamata a dialogare con le altre, creando una trama visiva e concettuale in cui le singole esperienze di rinascita si intrecciano, si rispecchiano e si potenziano reciprocamente.
L’obiettivo non è l’illustrazione letterale del tema, ma la sua interpretazione sensibile e personale: immagini capaci di evocare passaggi, trasformazioni, fratture e ricomposizioni. Ogni opera dovrà contribuire all’equilibrio complessivo del progetto, mantenendo una coerenza emotiva e poetica pur nella diversità dei linguaggi.
Proprio per la natura profondamente corale del progetto, la fase di selezione riveste un ruolo centrale e imprescindibile.
Le opere non verranno valutate come espressioni isolate, ma in relazione alla loro capacità di entrare in dialogo con un immaginario condiviso. Ogni immagine sarà scelta per il modo in cui risuona con le altre, per la sua forza evocativa e per la sua attitudine a contribuire alla costruzione di un racconto unitario.
Non tutte le opere, pur valide singolarmente, potranno quindi coesistere all’interno del progetto, la selezione avrà il compito di custodire l’integrità del percorso visivo.
Il progetto verrà:
Inviato in visione a diverse realtà autoriali italiane quali:
* Festival di Fotografia Europea
* Cortona On the Move
* Exposed Torino Foto Festival
* Festival della fotografia Etica
* Fotografica Festival Bergamo
* Langhe Photo Festival
L'invio ha lo scopo di porre il progetto all'attenzione di esperti per avere valutazioni e consigli, nonchè verificare la possibilità di essere esposto in una delle realtà autoriali elencate.
Il progetto sarà esposto al Coex festival 2026 o a Roma in data e location da definirsi.
Si richiede
La stampa e l'allestimento saranno a cura dell'organizzazione. (Formato e supporto da decidere).
E' previsto il versamento di un contributo organizzativo di € 180,00 (escluse spese di spedizione di ritorno e altri costi)
E' prevista la realizzazione di un catalogo.
Come proporsi entro il 15 febbraio
Anche se la scadenza della Call è il 15 febbraio, vi preghiamo di inviare le vostre proposte prima possibile, per avere il tempo di selezionare in base alla compatibilità tra le varie opere.